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Storia

Come gran parte degli oggetti o di alcuni riti, la nascita del mobile la si può collocare nel calderone della notte dei tempi; probabilmente sin dalla comparsa dell’uomo sulla terra sono iniziati ad esistere i mobili: troviamo infatti delle conferme nelle incisioni murali o nei dipinti fatti dalle civiltà antiche, ma è dal medioevo che il “la costruzione del mobile” inizia a prendere significato.

In questo periodo(1200 – 1500 d.C. circa) infatti nasce lo stile “Gotico”, che a sua volta, a seconda del periodo storico, si suddivide in tre tipologie dette “Classico o delle pergamene arrotolate e ripiegate (1200 -1300)”, “Internazionale o Rosoni, Bifore e Finestroni (1300 – 1400)” e “Fiorito – Fiammaggente, o dei fiori e foglie (stilizzati, 1400 - 1500)” ; è con la comparsa di questo stile che si inizia a “sgrezzare” il legno, soprattutto di quercia e castagno (comunque “duro”), e ad utilizzare tecniche di incastro che verranno definite moderne, come l’incastro a mortasa, a passante con zeppa o con chiodi di legno. Tra le tecniche utilizzate per la decorazione dei cassoni e/o forzieri, stalli di cori o leggii, è da ricordare la champlevè o intaglio piatto con fondo ribassato, la bulinatura e l’intaglio a pergamene o finestroni.

Con l’avvento dell’Umanesimo e la riscoperta del classicismo, lo stile gotico viene progressivamente abbandonato a favore di quello “Rinascimentale”; anche questo stile si divide in tre tipologie, a seconda della collazione spazio temporale:

- PRIMO RINASCIMENTO (1400 – 1500, Toscana): viene utilizzato il legno di noce massiccio, trattato con cera d’api o olio di lino, per tutto il mobile, che verrà poi decorato con intarsi alla “certosina” o con elementi a forma di quadrato, cerchio e rombo; le tecniche di costruzione di questo periodo vanno dagli incastri a “coda di rondine” ai chiodi a doppia punta. I mobili più costruiti in questo periodo sono tavoli, credenze e sedili, tra cui ricordiamola cosiddetta “dantesca” e “savonarola”.

- PIENO RINASCIMENTO (1500 -1540, Italia): anche in questo caso viene utilizzato come materiale di costruzione il legno di noce; i listoni vengono incastrati l’un con l’altro sempre tramite la tecnica della “code di rondine” ma ora subentrano anche degli intarsi più ricercati, che si rifanno alle epoche Romane e Greche del passato. Il mobile più famoso costruito in questo periodo è quello che viene chiamato “la sedia di Andrea del Sarto”.

- TARDO RINASCIMENTO (o MANIERISMO, 1540 -1600, Italia): oltre alla noce, vengono utilizzate materiali come radica e pietre dure ornamentali. E’ con l’avvento di questa tipologia che prende piede la diffusione delle parti tornite e del cuoio applicato con borchie; le decorazioni di questo periodo sono soprattutto due: una a medaglione e l’altra a “cani correnti”.

Tra il 1600 ed il 1645 intercorre il periodo detto “di transizione” tra il rinascimento ed il barocco, dove nella decorazione ogni spazio viene riempito; in Italia si afferma soprattutto in Toscana (con motivi a base di fiori), Liguria (intaglio a bambocci), Lombardia (mostri e diavoli intagliati), Piemonte e.. Roma, dove i mobili si decorano con conchiglie e putti.

Come preannunciato precedentemente, dal 1645 nasce ed inizia a prolifera per l’Europa, soprattutto in Francia, lo stile che verrà chiamato “Barocco”, che differisce dai precedente sia per il tipo di legno con cui sono composti i mobili, ovvero di una specie (noce, radica) per le parti esterne e un altro (pioppo, abete castagno) per gli interni, sia e soprattutto per le decorazioni che vengono eseguite: solitamente un mobile barocco è riconoscibile dalle grandi foglie d’acanto intagliate in esso o comunque dai molti intagli presenti.
Viene inoltre aumentata l’altezza delle gambe dei tavoli, anch’esse decorate, che non sono più dritte ma prendono lavorazioni a linee curve; i mobili più famosi che caratterizzano questo periodo sono la “scrivania S. Filippo”, ovvero il primo scrittoio “moderno”, e i tavoli con gambe a lira.

Il passaggio di transizione tra il barocco ed il rococò, descritto più avanti, viene definito “Barocchetto” e differisce dal precedente periodo per l’inserimento nelle decorazioni di mascheroni, putti, espagnolettes (o teste di donna) e conchiglie. In questo periodo si afferma la lacca cinese ed il burò, o cassettone a ribalta.

Lo stile “Rococò” si impone in Europa tra il 1730 ed il 1755 ed è caratterizzato dalle tipologie di legno usate, ad esempio radiche di noce e ulivo, cirmolo per le parti intagliate e faggio per il sediamo, e dalle tecniche costruttive – decorative: i mobili vengono montati con doghe sagomate e bombate, utilizzando molti chiodi ed abbandonando gli incastri, mentre vengono intagliati fiori e foglie dovunque, assieme ad uccelli, animali esotici ed emblemi. La caratteristica principale quindi del mobilie Rococò è quella di essere molto “carico” alla vista dal punto di vista delle decorazioni. Piccola curiosità: fa il suo ingresso nelle camere da letto il comodino.

Il “Neoclassicismo” (1755 – 1792) o “Luigi XVI! introduce nuovi legni detti “esotici”, come il mogano e l’ebano, fa scomparire i ricami e i fiori intarsiati caratteristici del periodo precedente, per tornare a linee più snelle e meno elaborate: i ricami di questo periodo sono soprattutto di richiamo allo stile greco, ghirlande e cornucopie, fiocchi e nodi. Vengono adornati anche gli specchi e si registra la comparsa del comò moderno con gambe.

Le decorazioni vengono via via abbandonate col passare del tempo, fino al periodo “Direttorio” (1792 -1804) dove i pochi decori erano a forma romboidale o comunque geometrica; fa la sua comparsa il legno di limone e olmo e il mobile più famoso dell’epoca era il tavolo rotondo con sostegno tripoidale.

Il passo dal “Direttorio” all’ “Impero” (1804 – 1830) è breve e quest’ultimo stile è caratterizzato dalla grandiosità, severità ed ostentazione della potenza, col richiamo ai grandi imperi antichi; scompare il legno “esotico” a favore del mogano, noce e ciliegio. Gli intarsi devono dimostrare la potenza e vengono infatti intagliate aquile imperiali, sfingi e erme egizie, corone d’alloro, festoni rosette e lire; le gambe dei tavoli e della mobilia sono solitamente dipinti di rosso (Francia) e nero (Italia) per richiamare maggiormente la severità. Il letto da riposo “Agrippina” è il mobile che caratterizza il periodo.

Al periodo dell’”Impero” si affianca, anche se in maniera molto flebile, la “Restaurazione”, che consiste nella costruzione di mobili semplici e caratterizzate da linee curve; in Italia non trova molto successo, cosa che invece succede al “Biedermeier” (1830 -1848).

Questo stile differisce dai precedenti in quanto la costruzione del mobile diventa di tipo semindustriale su progetto, vengono abbandonati i chiodi a favore degli incastri e si cerca di curvare il legno solo sui mobili da seduta. I decori rimangono molto semplici e solitamente vengono rappresentati ventagli e raggiere.

Tra il 1848 ed il 1890 si assiste ad un turbino continuo di stili che saranno indicati qui di seguito:

- Secondo impero (1850 -1870): stile degli ambienti piccoli dell’epoca, con tappezzeria eccessiva; compaiono i primi letti in ferro ed i mobili sono anneriti.
- Eclettismo o Storicismo (1870 -1890): tornano gli intagli in stile Barocco
- Revivals (1870 – 1890): si affianca all’eclettismo e cerca di riproporre gli stili nazionali; in Italia si afferma lo stile “Umbertino” su linee Luigi XVI.
- Esotismo (1880 – 1890): stile caratterizzato da decori di stampo egizio, moresco e asiatico (giapponese – cinese).

Dal 1900 al 1925 nasce e prende piede in tutta Europa, Italia compresa, il famosissimo stile “Liberty”: vengono usati qualsiasi tipo di legno, con intarsi e inserimenti di legni rari ed esotici; nasce la figura del “designer” (tra cui ricordiamo C. Bugatti, C.R.Mackintosh ed E. Gaillard) ovvero di chi progetta e fa costruire il mobile ad aziende specializzate. Un mobile di quest’epoca si riconosce dalle linee curve o “colpi di frusta”, dai motivi naturalistici riportati (fiori, frutta, figure femminili allungate, motivi floreali giapponesi, farfalle ed insetti) e dalla presenza di placche metalliche.



Credits: Ramo Int.